Lanciato il primo nanosatellite svizzero realizzato interamente da studenti della SUPSI, un progetto formativo capace di creare grande entusiasmo, ma anche preziose sinergie con altre università e il mondo dell’industria locale.
Fabio Meliciani, Science et Citè
Si chiama TIsat-1 ed è un piccolo cubo di dieci cm di lato, poco più di un kg di sofisticata tecnologia, a lui il compito di portare per la prima volta nello spazio, a circa 640 km in orbita intorno alla terra, il nome del Ticino e di una delle sue realtà scientifiche, la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). E’ difficile credere che un oggetto a prima vista così semplice possa farsi carico di sogni e speranze, eppure TISat-1 rappresenta un piccolo primato per tutta la Svizzera: è il primo satellite progettato, realizzato e accompagnato fino al lancio da studenti di una SUP, in questo caso studenti e docenti del SUPSI SpaceLab, uno dei laboratori del Dipartimento di Tecnologie Innovative della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI-DTI), diretto dal prof. Giambattista Ravano.
Dal Ticino all’India - Dopo un lavoro durato più di 4 anni, che ha coinvolto circa cento persone, fra studenti, docenti e tecnici, aziende ticinesi e la storica comunità dei radioamatori ticinesi per la messa a punto dei sistemi di comunicazione, lunedì 12 luglio, dal centro spaziale di Sriharikota, in India, vicino a Chennai (Madras), il piccolo TIsat-1 è stato lanciato con successo insieme ad altri 5 nanosatelliti a bordo del vettore PSLV-C15. E’ iniziata così la seconda fase del progetto, quella più delicata e di maggior soddisfazione, in cui verranno raccolti i dati inviati da TIsat-1 nelle sue orbite intorno alla Terra, alla velocità di 1 giro ogni 90 minuti.
Tecnologia al cubo - TIsat-1, presentato dai suoi realizzatori come un gioiellino di tecnologia, rientra nel novero dei cosiddetti ‘cubesat’, piccoli satelliti di forma cubica, del peso di pochi kg, chiamati anche nanosatelliti, risultato spesso di un lungo percorso formativo per giovani aspiranti ingegneri, che hanno l’opportunità di affiancare al lavoro teorico quello pratico, misurandosi con la realizzazione di un vero satellite a scopi scientifici. In questo, la SUPSI, con il suo SUPSISpaceLab, facendo propria l’esperienza e l’insegnamento del prof. Bob Twiggs dell’Università californiana di Stanford che alla fine degli anni ’90, mise a punto questa modalità di lavoro con i suoi studenti d’ingegneria ideando i primi cubesat, entra a far parte di un ristretto numero di centri di formazione tecnologica che possono annoverare esperienze simili. Il progetto, guidato dall’ingegner Paolo Ceppi, si è arricchito negli anni di numerosi scambi e collaborazioni anche con altri atenei come l’Università di Toronto, quella di Bologna e il Politecnico di Torino.
A orecchie tese, ascoltando la voce di TIsat-1 - Un successo che per TISat-1 non si completa con la messa in orbita. Il piccolo satellite, prima di tutto, dovrà portare a termine una serie di test, a cominciare dalla verifica della resistenza al degrado di diversi tipi di materiali conduttori; misurerà inoltre temperatura e parametri elettrici dei suoi componenti, dai circuiti ai moduli fotovoltaici, studiando le capacità di resistenza in ambienti estremi, soggetto ad agenti aggressivi come l’ossigeno atomico di cui la fascia dell’esosfera terrestre in cui orbiterà è ricca. Grazie alle due antenne radio, tutti i dati saranno poi trasmessi a Terra con un segnale di riconoscimento e potranno essere captati su apposite frequenze da radioamatori di tutto il mondo.
Satelliti per voli ‘low cost’ - Questo tipo di satelliti ‘low cost’, capaci di sfruttare le tecnologie più recenti, sono messi in orbita grazie a un sistema di lancio integrato, una sorta di servizio a pagamento per lanci spaziali di piccoli satelliti, il Nanosatellite Launch System (NLS), coordinato dallo Space Flight Laboratory dell’Università di Toronto, che sfrutta basi di lancio dislocate in paesi diversi, dalla Russia all’India. Una modalità che permette di abbattere non solo i costi, ma di ridurre anche i rischi d’insuccesso, o almeno di condividerli con altri partner. I primi lanci multipli di cubesat risalgono ormai al 2003 e quella di TISat-1 e il sesto lancio.
TIsat-1: Piccolo, laborioso e innovativo... come il Ticino - Si tratta di un progetto pionieristico per la Svizzera, nato a scopo educativo, ma diventato ben presto un vero progetto di ricerca, dai forti connotati professionalizzanti, e capace di rendere il Ticino un territorio sempre più in grado di giocare un ruolo importante nel campo dell’innovazione e della ricerca tecno scientifica.
12 luglio 2001, lancio del satellite TIsat-1 dall'India SUPSI, Manno. riprese e montaggio: Renato Pamini (www.youtube.com)