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La data della morte di Gesù: scienza e storia a confronto

di Giovanni Pellegri

Un amico esegeta mi disse che quando vede uno scienziato piegarsi sui testi sacri teme sempre il peggio. Non che egli sia contrario alla conversione degli uomini di scienza, è solamente deluso della lettura semplicistica che gli scienziati fanno della Bibbia. Le applicazioni burlesche ed ottuse del metodo scientifico, hanno spinto alcuni studiosi a ricercare i possibili meccanismi patofisiologici che hanno permesso l'evangelica guarigione del cieco oppure ad analizzare le competenze ortopediche di Gesù che riuscì a far camminare un paralitico. Eppure gli scienziati non si scoraggiano mai, aprono la Bibbia e tutto il misurabile passa al setaccio.
Anche la determinazione della data della morte di Gesù è stata oggetto di studi approfonditi. Due ricercatori inglesi, C.J. Humphreys e W.G. Waddington dell'Università d'Oxford hanno pubblicato negli anni ottanta nientemeno che sulla prestigiosa rivista Nature (306, 743; 1983), uno studio che tentava di stabilire una data per la morte di Cristo. La loro conclusione, suffragata da dati astronomici è lapidaria: Gesù morì venerdì 3 aprile del 33 d.C., ma probabilmente la loro analisi è stata un po’ troppo affrettata. Integrando scienza e storia, possiamo proporre un data più plausibile: il 7 aprile dell'anno 30 d.C.

Quando chiesi consiglio all'amico esegeta per capire come muoversi nell'intricato problema cronologico della morte di Gesù, mi disse che mi stavo mettendo in un brutto guaio. La data della crocifissione di Gesù è, infatti, uno dei problemi storici più complicati del Nuovo Testamento. La scienza ha poco da dire sul problema cronologico della morte di Gesù, una lettura scientifica dei Vangeli non permette certo di risolvere l'antico problema. Ma, rispettando la storia e i testi sacri vediamo se gli scienziati possono venire in aiuto per determinare la morte di Cristo.

Si fece buio su tutta la regione
Un aspetto che mi ha sempre incuriosito del racconto della Passione è quello strano fenomeno che accadde nei cieli di Gerusalemme al momento della morte di Cristo. Matteo e Marco narrano che verso mezzogiorno si fece buio su tutta la regione fino alle tre del pomeriggio, Luca aggiunge che il Sole si eclissò (Lc, 23, 44).
Se è possibile ricondurre quell'evento ad un preciso fenomeno astronomico, sarà allora possibile assegnare una data inequivocabile alla morte di Cristo. Con l'ausilio di mezzi informatici oggi possiamo ricostruire la posizione del Sole e della Luna nel cielo di Gerusalemme al tempo di Gesù e ricostruire in pochi secondi ogni possibile fenomeno astronomico. Occorre però dapprima determinare l'intervallo entro il quale situare gli ultimi anni della vita di Cristo.

I dati storici
Tutti sappiamo che Gesù morì sotto Ponzio Pilato. Questo dato permette di collocare la morte di Gesù, tra l'anno 26 d.C. e l'anno 36 d.C., quando Pilato rivestiva la carica di procuratore di Giudea dell'Impero Romano a Gerusalemme.
Nei Vangeli sono celate anche altre indicazioni cronologiche che consentono di restringere questo torno di tempo. Secondo Luca, Gesù all'inizio del suo ministero aveva "circa trent'anni" (Lc. 3, 23). Alcuni studiosi interpretano la notizia di Luca non come un'indicazione generica, ma un'età importante rispetto all'osservanza dei precetti della Legge. Nel libro dei Numeri, si prescrive un'età superiore ai trent'anni per compiere qualsiasi ufficio per il servizio nel tabernacolo. Gesù aveva quindi più di trent'anni. Per motivare l'espressione "aveva circa trent'anni" possiamo anche supporre che Gesù avesse meno di 36-37 anni.

I Vangeli dicono inoltre che Gesù aveva circa trent'anni nel XV anno di Tiberio. A dipendenza del calendario utilizzato questa indicazione ci permette di definire un arco di tempo che va dall'autunno del 27 d.C., all'estate del 29 d.C. A quelle date, come detto, Gesù aveva tra i 30 e i 35 anni.
Vi è infine un ultimo indizio interessante: durante la prima Pasqua della sua vita pubblica, Gesù affermò che se il tempio di Gerusalemme fosse stato abbattuto l'avrebbe ricostruito in tre giorni. A quest'affermazione provocatoria, i Giudei obiettarono: "In 46 anni è stato costruito, e tu lo farai sorgere in tre giorni? (Gv 2, 13-20). Gli antichi scritti di Flavio Giuseppe ci indicano che la ricostruzione del tempio cominciò nel periodo invernale del XVIII anno d'Erode, che corrisponde all'inverno del 18/19 a.C. Calcolando 46 anni da allora arriviamo all'inverno 27/28 d.C. Questa data conferma quella precedente e ci permette di concludere che la vita pubblica di Gesù iniziò tra il 27 e il 29 d.C. Ricordiamo che la nascita di Gesù è stata situata dagli storici attorno al 7 a.C. Nel 28 d.C. Gesù doveva avere quindi circa 35 anni, confermando ancora una volta le ipotesi scritte fin qui.
Calcolando un periodo di circa tre anni di vita pubblica, la data della morte di Gesù è da collocare nell'intervallo tra il 30 e il 32 d.C. Secondo queste ipotesi possiamo anche concludere che Gesù morì ad un'età compresa tra i 37 e i 39 anni.

Gesù morì durante la Pasqua ebraica
La Pasqua ebraica si rifà ad un vecchio rito di primavera dei pastori nomadi semiti. Al primo novilunio dopo l'equinozio di primavera, inizia il mese di Nisan (primavera). La notte del 14° giorno di questo mese (14 Nisan) c'è un plenilunio. I pastori iniziavano in quel periodo il loro nuovo anno abbandonando le postazioni invernali, con un rito propiziatorio sacrificavano un agnello e segnavano con il sangue le loro tende.
La Pasqua ebraica assume un significato più intenso, quando "il passaggio di Dio" ("Pasqua" significa passaggio) risparmiò i figli primogeniti d'Israele e permise la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù e il viaggio verso la Terra promessa.
La Pasqua ebraica era celebrata anche ai tempi di Gesù in duplice forma: l'immolazione dell'agnello al tempio di Gerusalemme e la cena pasquale tra le pareti domestiche. Gesù muore proprio durante la Pasqua ebraica, stravolgendo il significato delle due manifestazioni celebrative: sostituisce la tradizionale cena pasquale ebraica con l'eucarestia e l'immolazione dell'agnello con la propria morte. Purtroppo i Vangeli non sono concordi nell'indicare il momento della crocifissione. Secondo l'evangelista Giovanni, Gesù è morto durante la preparazione della Pasqua ebraica, più precisamente il 14 Nisan, giorno precedente la Pasqua. Per gli evangelisti sinottici (Matteo, Marco e Luca), la crocifissione è avvenuta il 15 Nisan, giorno di Pasqua. La cena del Giovedì sera, per loro rappresentava la cena pasquale comandata dalla legge. Nonostante questa differenza si può concludere che Gesù fu crocifisso il 14 o il 15 Nisan.

Il Sole si eclissò ma non dalla Luna
Lo scienziato che vuole assolutamente ricondurre le tenebre del Golgota ad un fenomeno astronomico, deve quindi ricercare eventuali eclissi di Sole a Gerusalemme nel periodo compreso tra il 30 e il 32 d.C. Dalla narrazione degli evangelisti si capisce però che l'evento non poteva essere un'eclissi di Sole, poiché l'eclissi può accadere solo in fase di Luna nuova e per definizione durante la Pasqua ebraica c'è un plenilunio. Occorre aggiungere che le eclissi di Sole totali sono brevi, in generale qualche minuto, gli evangelisti citano invece un avvenimento che è durato tre ore. Potremmo immaginare che durante la notte successiva alla crocifissione, ci fu un'eclissi di Luna, che la tradizione e il tempo hanno trasformato in eclissi di Sole. Se quest'ipotesi fosse valida occorre ricercare un'eclissi di Luna avvenuta un venerdì 14 Nisan a Gerusalemme. È quanto hanno proposto Humphreys e Waddington, nell’articolo pubblicato su Nature, interpretando una frase degli Atti degli Apostoli in cui si afferma che il Sole si muterà in tenebre e la Luna in sangue prima che venga il giorno del Signore (Atti II, 14-21). Il fatto incredibile è che inserendo nel computer le effemeridi possiamo trovare un'eclissi lunare interessante: è quella del 3 aprile del 33. La coincidenza astronomica associata al fatto che si dice che Gesù morì a 33 anni sono stati sufficienti per convincere i due ricercatori che Gesù morì a quella data. Non possiamo però considerare come primo ed unico criterio le effemeridi lunari per datare un evento che è storico, soprattutto se non abbiamo la certezza che questo evento astronomico sia realmente accaduto. In ogni caso, la data del 3 aprile del 33 è probabilmente da scartare poiché supera il limite cronologico fissato precedentemente.

Cristo morì a 37 anni?
Escludendo un fenomeno astronomico particolare, le tenebre che avvolsero il monte Golgota sono da interpretare ad un altro livello, probabilmente metaforico o forse "semplicemente" ci fu un intervento divino. Il cielo oscuro è unicamente in relazione alla simbologia esistente tra Gesù e la luce? La crocifissione uccise "la Luce del mondo", gettando nelle tenebre la Terra. Questo fenomeno potrebbe anche essere spiegato con un evento meteorologico, caricato di un forte significato simbolico. Ma non voglio offendere ulteriormente gli esegeti. Meglio lasciare a loro il compito di interpretare questo strano evento. La scienza non ha altro da aggiungere, perché la ricerca del giorno della crocifissione deve basarsi unicamente sugli eventi storici. I dati cronologici riportati dai Vangeli indicano che Gesù morì un venerdì tra il 30 e il 32 d.C., il 14 o 15 Nisan e quella notte c'era un plenilunio. Con questi elementi troviamo una sola data compatibile, il 7 aprile dell'anno 30, Gesù aveva circa 37 anni.


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