Il
professor Domenico Giardini, direttore del Servizio Sismologico
Svizzero, ha risposto alle nostre domande sul rischio sismico, sulla
prevenzione e sulle leggi del Canton Ticino.
Ritiene che il Canton Ticino si trovi su un
terreno a rischio sismico?
Il Cantone non si trova in una zona particolarmente a
rischio. Dal punto di vista geologico, la compressione della Placca
Africana contro quella Europea, fenomeno che interessa la base del
fronte Alpino, diminuisce man mano che ci si sposta verso ovest. Quindi
gli effetti di quest’azione sono molto maggiori, ad esempio, in Friuli
nel nordest dell’Italia, piuttosto che in Ticino. Inoltre nella zona in
esame non si ha una storia sismica rilevante.
A suo avviso in Ticino sono molti gli edifici non
a norma antisismica?
Non esiste una norma antisismica specifica nel Canton
Ticino. Da due anni è in vigore una norma nazionale (SIA 261), che,
però, interessa solo gli edifici federali. Riguarda, cioè, gli edifici
costruiti magari anche in Ticino ma con fondi federali. Per il resto
dell’edilizia le norme SIA non sono obbligatorie, e comunque la maggior
parte del patrimonio edilizio è stato costruito prima delle nuove norme.
Quali sono, secondo lei, i passi ancora da
compiere nella difesa contro i terremoti?
Bisogna rendere obbligatorie le norme precedentemente
citate, come pure l’assicurazione contro i sismi. In Svizzera, infatti,
l’assicurazione obbligatoria per gli edifici copre gli incendi e i
disastri naturali, esclusi però i terremoti. Si sta dunque lavorando per
estenderla anche ai fenomeni sismici. Bisogna ricordare, inoltre, che
tale assicurazione segue il principio della solidarietà. Questo
significa che essa copre tutti gli eventi, indipendentemente dalla
probabilità che si verifichino in un dato posto. Quindi, ad esempio,
abitanti in luoghi molto diversi della Svizzera pagano, comunque, la
stessa somma, indipendentemente dai rischi a cui sono effettivamente
esposti.