Esistono
criteri per determinare quando e dove avverrà un terremoto? Purtroppo la
risposta è negativa. Per quanto l’uomo abbia sempre cercato di trovare
un modo per conoscere il momento e il luogo in cui si sarebbe verificato
un sisma, nessuno ci è mai riuscito con esattezza.
Esistono tuttavia dei piccoli indizi che possono
accompagnare l’arrivo di un terremoto. Ad esempio, chi ha già vissuto in
prima persona l’esperienza sa che gli animali domestici diventano
nervosi subito prima che l’uomo percepisca le scosse sismiche. Lo strano
comportamento delle bestie era stato notato anche dagli Antichi.
Un segnale premonitore che ha trovato consenso preso
la comunità scientifica riguarda l’intorbidamento delle falde acquifere.
Il fenomeno si manifesta a causa delle cosiddette “microfratture” del
terreno che anticipano l’avvento del sisma. Proprio le piccole
fessurazioni che si creano possono permettere una fuoriuscita, più
massiccia del solito, di radon, che è un gas radioattivo abbondante
all’interno della Terra. Anche il rigonfiamento del suolo potrebbe
precedere l’arrivo di una scossa.
Tutte queste ipotesi, però, spesso non bastano per
determinare con un anticipo sufficiente l’ora e il punto in cui si
scatenerà un sisma. Nonostante gli sforzi, i risultati degli scienziati
nel campo della previsione sono ancora molto modesti.
Dovremmo allora rassegnarci all’evidenza e
accontentarci? No, gli esperti del settore non si sono comunque arresi.
Addirittura, qualche decennio fa si era notato come l’immissione di
liquidi sotto pressione nel sottosuolo poteva causare dei sismi, che
però non avvenivano più una volta che l’acqua non era più erogata.
Sembrava un modo per creare e fermare terremoti a piacimento, ma le
conseguenze su larga scala di un tale esperimento sono ancora
sconosciute.
In attesa che gli studiosi trovino una strategia
migliore in grado di avvertire con un anticipo sufficiente la
popolazione circa l’arrivo di un terremoto, l’unica arma veramente
efficace di cui disponiamo è la prevenzione.