Attualmente
esistono diverse reti di monitoraggio della Terra, con lo scopo di
rilevare anche le più piccole scosse sismiche.
Ad esempio, il territorio americano è costantemente
controllato dall’ U.S. Geological Survey (USGS). Proprio questa
organizzazione ha creato, insieme alle Incorporated Research
Institutions for Seismology (che è un’associazione di 90 università), il
Global Seismographic Network (GSN). Realizzato negli scorsi anni,
comprende ben 128 stazioni disseminate su 80 Paesi in tutto il mondo e
ha lo scopo di rilevare i sismi. In questo modo gli scienziati possono
avere indicazioni precise circa il luogo e la magnitudo di un terremoto
registrato dagli strumenti. Ultimamente si è deciso che le stazioni GSN
collocate nell’area attorno al Pacifico serviranno anche per monitorare
gli tsunami.
Naturalmente, anche nel Mediterraneo la situazione è
tenuta sotto controllo: come sappiamo, sotto i nostri piedi le zolle
continuano a muoversi. Per questo è stato creato MedNet. Il Mediterrean
Network consta di 19 stazioni disseminate in tutto il Mediterraneo e si
appoggia a 11 stazioni geofisiche situate nei Paesi che si affacciano
sul mare. I dati raccolti ogni giorno sono poi scambiati con quelli
delle altre stazioni a livello mondiale, in modo da ottenere la massima
efficienza.
Qual è il ruolo della Svizzera? Già nel 1878 il
nostro Paese fu uno dei primi a dotarsi di una Commissione di
Sismologia, destinata a diventare il SED (Servizio Sismologico
Svizzero). La sede attuale dell’organizzazione è l’Istituto di Geofisica
di Zurigo. Il SED gestisce una rete di monitoraggio (la SDSNet), il cui
scopo è rilevare anche le minime scosse. Particolare attenzione è
rivolta alla zona del Vallese, di Basilea e ovunque vi siano grandi
dighe (che sappiamo essere più a rischio...).
A livello globale la Svizzera è impegnata nella
prevenzione. In particolare, è stata creata una rete di monitoraggio, la
Federation of Digital Broadband Seismograph Networks, per rilevare in
tutto il mondo la situazione sismica. Non solo: la Confederazione è
molto attiva anche nell’aiuto verso i Paesi meno sviluppati per la
costruzione di reti antisismiche: per esempio in Armenia, in Georgia e
anche in Egitto, per monitorare le dighe di Assuan.