1921:
mentre milioni di persone muoiono ogni anno di tubercolosi, nei
laboratori dell'Istituto Pasteur a Lille, Albert Calmette e Camille
Guérin trovano un rimedio per lottare contro questa terribile malattia.
La scoperta è denominata BCG, Bacillo di Calmette e Guérin, tre lettere
che portano finalmente una speranza per l'umanità intera.
Calmette era in origine un medico militare che lavorava all'Istituto
Pasteur di Lille, in collaborazione con il veterinario Camille Guérin.
Insieme studiavano un germe di origine bovina simile al Mycobacterium
tubercolosis, l'agente patogeno responsabile della tubercolosi.
Coltivando in laboratorio questi germi fecero una semplice osservazione:
se i batteri erano coltivati e trasferiti a più riprese in terreni
differenti, divenivano incapaci di generare la malattia pur restando
vivi. A questa scoperta ne seguì un'altra ancora più importante, se
questi germi erano inoculati in un organismo esso sviluppava un'immunità
che lo proteggeva dai batteri più virulenti. Questi batteri vivi, ma non
pericolosi furono chiamati Bacilli di Calmette e Guérin, BCG. La
vaccinazione antitubercolare era nata.
Nel corso del XIX secolo numerose altre personalità in campo medico
contribuirono ad un approccio scientifico alla tubercolosi. Il francese
René-Théophile Laennec per esempio, avvalendosi dello stetoscopio,
strumento tecnico da lui stesso inventato, definì meglio la tubercolosi
polmonare sul piano clinico. Il medico militare Jean-Antoine Villemin
confermò la contagiosità della malattia e la trasmissione interumana e
intraspecie, egli mise pure in luce la dimensione epidemica e l'impatto
della tubercolosi sulla collettività. Il medico tedesco Robert Koch nel
1882, dopo avere analizzato i risultati di Pasteur sulla fermentazione e
sui virus, evidenziò il bacillo tubercolare grazie ad una particolare
colorazione. Questo fu un progresso capitale perché la ricerca del
bacillo nelle secrezioni, in particolare negli sputi, diventerà
l'elemento essenziale nella diagnosi della tubercolosi.
Grazie a questi e a tanti altri progressi, alla fine del XIX secolo si
conoscevano le differenti espressioni cliniche della malattia, gli
aspetti istologici, e in virtù della prodigiosa scoperta avvenuta nel
1896, i raggi X, da parte del tedesco Conrad Willhelm Röntgen si rendeva
possibile l'esplorazione di alcune strutture interne del corpo umano,
mettendo in evidenza le lesioni polmonari prodotte dalla tubercolosi. In
quegli anni esistevano già dei test cutanei per la diagnosi e il germe
era reperibile e coltivabile, ma si continuava a morire perché non c'era
prevenzione seria ed efficace così come non esisteva un trattamento
efficiente al di fuori dei consigli climatici e delle terapie
sintomatiche.
La prima applicazione del vaccino BCG all'uomo avvenne nel maggio1921,
su un neonato figlio di una donna tubercolotica che sarebbe andato
incontro ad una contaminazione sicura. Il bimbo sopportò bene la
vaccinazione, non presentò segno alcuno di tubercolosi nei mesi e anni
che seguirono.
I risultati furono abbastanza decisivi da accreditare il metodo ed
estendere lo studio a oltre 700 neonati. Nel 1924 il vaccino fu messo a
disposizione dell'intero corpo medico, si sarebbe potuto immaginare una
generalizzazione rapida della vaccinazione vista la mancanza di
trattamento all'epoca, ma le critiche furono sollevate dal fatto che il
batterio utilizzato era ancora vivente e si temeva quindi una
recrudescenza della malattia nell'organismo. L'episodio drammatico di
Lubecca in cui 72 bimbi morirono di tubercolosi per l'uso di batteri non
sufficientemente attenuati, non impedì la diffusione del vaccino che
diventò obbligatoria in Francia a partire dal 1930. Il BCG è stato
dapprima amministrato per via boccale in seguito per scarnificazione,
attualmente è utilizzata la via intradermica. Nei Paesi in cui il
rischio di contrarre la tubercolosi è elevato si consiglia di
generalizzare questa vaccinazione a tutte le persone. In Svizzera la
vaccinazione di tutti neonati non è più indicata da ormai una decina di
anni. Le ragioni sono molteplici, la prima è sicuramente il basso numero
di persone che contraggono questa malattia ogni anno nel nostro paese,
da aggiungere che la protezione offerta da questo vaccino è solo
parziale, infatti, il BCG protegge i bambini dalla forma di tubercolosi
disseminata e dalla meningite tubercolare, la protezione per le forme
polmonari degli adulti è valutata al 50%. Inoltre nel caso di persone
che non sono state vaccinate si può utilizzare un test cutaneo per
diagnosticare rapidamente un'eventuale contaminazione.
La tubercolosi oggi: un flagello per i poveri
La tubercolosi, chiamata nel tempo anche mal sottile, tisi, peste
bianca, è una malattia che affligge l'umanità da sempre. Sebbene sia
oggi impossibile ritrovare le antiche tracce delle lesioni viscerali,
l'antropologia preistorica ha rivelato dei segni di tubercolosi ossea in
scheletri neolitici datati del terzo millennio prima di Cristo. Da
allora questa malattia ha sterminato decine di milioni di uomini senza
risparmiare persone celebri come Frédéric Chopin, Simone Weil, Franz
Kafka, Molière, Niccolò Paganini, Igor Stravinski, Santa Teresa di
Lisieux, e tanti altri.
Da quando i primi farmaci antitubercolari furono messi a disposizioni,
alla fine degli anni '40 ed in particolare dalla scoperta della
streptomicina ad opera di S. Waksman, siamo vissuti nell'illusione che
la malattia non fosse più un problema sanitario nei Paesi
industrializzati e che potesse essere facilmente controllata anche nei
Paesi in via di sviluppo. I dati tuttavia dimostrano che la tubercolosi
si estende giorno dopo giorno. Attualmente circa un terzo degli abitanti
della terra è contagiato, 8 a 10 milioni di nuovi casi emergono ogni
anno, e più di 3 milioni di persone periscono ogni anno a causa di
trattamenti ritardati, inadatti o non disponibili. Il 90% delle vittime
appartiene al terzo mondo dove la tubercolosi non è mai stata in fase di
declino. Come spesso accade, la sconfitta della malattia nei paesi
industrializzati l'ha fatta dimenticare trasformandola in un flagello
dei poveri. Il bersaglio privilegiato della tubercolosi, in questi Paesi
sono le donne tra i 14 e i 44 anni, prima causa di decesso in questa
fascia di età, al contrario dei Paesi industrializzati in cui un quarto
dei casi di tubercolosi sopravviene in persone ultrasessantenni. Nei
Paesi ricchi sebbene il numero di casi notificati sia basso, si osserva
un lieve aumento dei casi di tubercolosi. Questo fatto è imputabile a
diversi fattori: l'assenza o il declino dei controlli nazionali, la
crescita della popolazione mondiale nelle fasce a rischio, la diffusione
dell'epidemia da Hiv, l'immigrazione, i viaggi internazionali,
l'affollamento nelle città con scarsa igiene.
Esistono delle strategie terapeutiche di lotta contro la tubercolosi
efficaci e poco costose, nonostante ciò nel mondo muoiono ogni giorno di
tubercolosi più di 4500 persone. Il piano globale per fermare la
tubercolosi 2006-2015 è stato lanciato al forum economico mondiale di
Davos. L’esperienza decennale di Dots, il programma internazionale in
cinque punti avviato nel 1995 per controllare la Tb nel mondo, ha
dimostrato che una serie di fattori strutturali, culturali ed economici
incidono in modo significativo sulla capacità di controllare la
diffusione della tubercolosi in alcune aree del mondo, in particolare in
Asia e nell’Europa orientale. Inoltre, Dots ha reso evidente che le
co-infezioni Tb/Hiv e la resistenza multipla ai farmaci (multi drug
resistance-Tb) interferiscono pesantemente sulla effettiva capacità di
ridurre il numero di morti, che oggi si aggira su quasi 2 milioni al
mondo ogni anno, secondo i dati Oms.
Il Piano globale stabilisce dunque un’agenda di 10 anni, in linea con
gli obiettivi del Millennium Development Goals, per arrivare a dimezzare
entro il 2015 la prevalenza della Tb nel mondo e il numero dei morti
rispetto all’anno di riferimento (1990).
In occasione della giornata mondiale contro la tubercolosi, il 24 marzo
2006, l’Oms ha lancia la “Stop Tb strategy”. La nuova strategia Stop Tb
fa seguito al Piano globale lanciato nel gennaio 2006, un piano
ambizioso che prevede la spesa di oltre 56 miliardi di dollari per il
trattamento di almeno 50 milioni di malati, il dimezzamento della
prevalenza e della mortalità e la possibilità di salvare oltre 14
milioni di vite nei prossimi 10 anni. I dettagli della strategia sono
stati pubblicati sul numero del 17 marzo 2006 della rivista The Lancet.
Riquadro:
Cos'è la tubercolosi
La tubercolosi, è una malattia infettiva generata dal Mycobacterium
tubercolosis, un germe chiamato anche bacillo di Koch, dal nome del
medico tedesco che lo mise in evidenza. Si acquisisce in generale per
via respiratoria inalando le goccioline di saliva che contengono questo
agente patogeno in seguito al contatto con persone affette da
tubercolosi polmonare attiva. Una volta contaminato il soggetto sviluppa
una risposta immunitaria, che può essere evidenziata dalla prova alla
tubercolina, ma solo dopo 2-4 settimane. Il soggetto a questo punto ha
circa il 10% di possibilità di sviluppare una tubercolosi attiva durante
la sua esistenza. La maggior parte delle persone destinate ad ammalarsi,
lo farà nei primi due anni dopo l'infezione, un'altra frazione
importante di soggetti infettati andrà incontro ad una riattivazione
tardiva, anche a distanza di decenni. Il rischio di sviluppare una
malattia è legato a molti fattori, età, condizioni debilitanti o
accompagnate da immunodeficienza.
La terapia consiste nell'assunzione di farmaci antibiotici, la cui
scoperta ha dato una svolta importante nel trattamento di questi
pazienti. Con l'introduzione di sempre nuovi antibiotici i tempi di cura
si sono accorciati e il malato non è più contagioso dopo un periodo
relativamente breve.