Forse
non lo sai, ma anche quando stai dormendo il tuo cervello continua
incessantemente a lavorare. I neuroni continuano a produrre impulsi
elettrici per comandare a tutto il corpo di addormentarsi e,
contemporaneamente, restare vigile e attento per evitare possibili
pericoli. I medici possono monitorarne il lavoro grazie
all'elettroencefalogramma (EEG), un esame che riesce a rilevare
l'attività elettrica di tutti i neuroni e la traduce in “onde” a
frequenza variabile visibili nello schermo di un oscilloscopio. Il sonno
non è un processo passivo ma un comportamento complesso, in cui il tutto
corpo è coinvolto e ogni cambiamento è impartito proprio dal cervello.
Per capirci un po' di più, proviamo ad addormentarci.
Sediamoci su una poltrona e leggiamo un giornale. È
un'operazione semplice? Per nulla. Il cervello è irrequieto, emette onde
irregolari e rapide (frequenza tra 13 e 30 Hertz) dette onde beta.
Chiudiamo gli occhi e rilassiamoci: il cervello rallenta la sua attività
ed emette le onde alfa (frequenza tra 8 e 12 Hertz). Lentamente ci
addormentiamo e i neuroni, ancora una volta, variano il loro lavoro: in
perfetta sincronia, come un plotone di soldati, marciano sempre più
piano e con passo tanto più cadenzato quanto più è profondo il sonno.
Stiamo ascoltando le onde teta (3-8 Hertz).
Il battito cardiaco è lento, il respiro regolare: ora
siamo pronti per sognare e il cervello batte al ritmo delle onde delta
(meno di 3 Hertz). In questa fase non c'è sincronia bensì attività varia
e spontanea, esattamente come nelle veglia. Questa è la fase REM, nella
quale, a eccezione dei rapidi movimenti oculari (Rapid Eyes Movement),
il nostro corpo è paralizzato. Certo, anche il cuore continua a battere
e noi respiriamo normalmente, ma il sogno non è caratterizzato da alcun
movimento. I sonnambuli, a dispetto delle credenze popolari, non
camminano in preda ai sogni ma si muovono durante il sonno profondo.
Tutti gli step descritti vengono riuniti sotto il nome di fase NREM
(cioè NON Rapid Eyes Movement).
I sogni che ricordiamo hanno in genere una struttura
narrativa, con una sequenza di eventi simile a una storia, molto spesso
associati a immagini ed emozioni precise. E gli incubi? Sono i residui
dell'attività mentale presente nel sonno profondo: se si sveglia un
persona in questa fase spesso racconterà di una sensazione di paura o
terrore. Un ciclo di sonno (fase NREM più REM) dura circa 90 minuti e si
ripete 6-7 volte per notte. Quindi tutti noi sogniamo, anche se non ce
lo ricordiamo.
Ancora qualche curiosità sulla fase REM. Il consumo
di ossigeno aumenta assieme al flusso sanguigno e, nell'uomo, il pene ha
un'erezione. In alcuni casi può addirittura culminare con
un'eiaculazione, ma questo non vuol dire che il sogno fosse più
“piccante” di un altro. Ecco perché le erezioni notturne sono utilizzate
clinicamente per verificare le cause d'impotenza. Anche le donne sono
“sessualmente attive”: le secrezioni vaginali aumentano e alcune possono
provare anche l'orgasmo.
Gli animali dormono? Certamente sì. Tutti i mammiferi
e gli uccelli sono dei noti poltroni, mentre pesci e anfibi presentano
periodi di quiescenza molto simili al sonno. Per esempio, il delfino (Tursiops
truncatus) fa riposare un emisfero cerebrale alla volta, lasciando
l'altro attivo e vigile, mentre un suo lontano parente, il delfino Indus
(Platanista indi), che vive nelle acque paludose dell'Indo, in Pakistan,
dorme solo pochi secondi alla volta. La selezione naturale lo ha reso
cieco: l’Indus continua a nuotare senza fermarsi per lottare contro le
correnti (si orienta con gli ultrasuoni), e dorme al massimo per pochi
secondi, arrivando a un totale di 7 ore al giorno.
Possiamo pensare a una futura specie animale in grado
di sopravvivere senza dormire? Non sarebbe conveniente poter sfruttare
anche le ore notturne per lavorare o divertirsi? All'apparenza sì, ma
allora perché l'evoluzione ha mantenuto il sonno in forme estreme, come
nel delfino Indus? Dormire è indispensabile per vivere.
È stato inoltre verificato che la privazione del
sonno porta alla comparsa di periodi di fase REM anche in stato di
veglia, vere e proprie incursioni oniriche che non sono altro che il
disperato tentativo del cervello di riposare. Rassegniamoci dunque a
“perdere” un terzo della nostra vita fra le braccia di Morfeo. In fondo
non è poi così male.
Consigli per la lettura
Peretz Lavie, Il meraviglioso mondo del sonno,
Economici Einaudi 1999