Qualcuno
ha detto che la nostra zona erogena più importante non si trova in mezzo
alle gambe ma tra le orecchie. È vero: tutto parte dal nostro cervello.
Per capire i meccanismi dell'eccitazione dobbiamo
prima di tutto capire come funziona il nostro “cervello sessuale”.
Qualche scienziato fantasioso si è messo d'impegno e ha studiato coppie
di volontari (senza dubbio dei contorsionisti) impegnate a far l'amore
all'interno di una macchina per la risonanza magnetica, seguendo passo
passo i cambiamenti dei loro corpi e l'attivazione delle aree del
cervello durante le varie fasi dell'amplesso.
Tutto comincia con uno sguardo. La vista di una
scollatura scatena nel cervello di lui una tempesta di
neurotrasmettitori che travolgono l'amigdala e l'ipotalamo
(rispettivamente sede delle emozioni e produttore degli ormoni
sessuali). Questi due nuclei, molto più attivi che nella donna, causano
una risposta immediata alla stimolazione visiva: da qui parte la cascata
biochimica che culmina con l'erezione. Ecco perchè la pornografia
fotografica ha successo: fa leva sulla maggior sensibilità erotica
maschile.
Nelle donne, invece, il ruolo principale spetta al
nucleo ventromediale dell'ipotalamo, sensibile agli ormoni sessuali
(estrogeni e progesterone). Funziona come un interruttore del desiderio
sessuale: capta le variazioni ormonali e predispone la donna, o più in
generale la femmina, ad accettare il rapporto sessuale. Le femmine sono
soggette a variazioni ormonali dipendenti dal ciclo ovarico e, proprio
per questo, nei giorni dell'ovulazione sono più propense ad accoppiarsi.
Nella specie umana, per fortuna, i fattori che scatenano l'eccitazione
femminile sono numerosi. Anche se rispondono meno alla stimolazione
visiva rispetto agli uomini, hanno zone erogene maggiormente distribuite
sul corpo rispetto al compagno e sono più sensibili alla “stimolazione
uditiva”: dove non possono le carezze, arrivano le parole.
Durante i preliminari l'amigdala si “spegne”, così
come la corteccia prefrontale. La prima è legata alle reazioni emotive
intense, come la paura e l'ansia, la seconda è attiva mentre “ci
controlliamo emotivamente”. In pratica il cervello libero dall'ansia e
dalle repressioni può dar più spazio all'amore. Sembra un'osservazione
banale, ma sotto c'è un chiaro significato evolutivo: se un animale si
accoppia in situazioni di pericolo o stress può mettere a rischio il
concepimento, mentre se l'ambiente è tranquillo sarà più probabile
instaurare una gravidanza.
Una volta “acceso” il cervello, si ha una cascata di
modificazioni corporee: durante l'eccitazione aumenta il battito
cardiaco, i muscoli si tendono, i capezzoli si inturgidiscono e il
flusso di sangue verso gli organi genitali aumenta. Nell'uomo i corpi
cavernosi del pene si comportano come delle spugne e si imbevono di
sangue generando l'erezione. Nella donna è il clitoride a sollevarsi, le
labbra della vagina si separano e aumentano le secrezioni vaginali.
Durante il rapporto e anche ben dopo l'orgasmo si
“accendono” i cosiddetti “centri della gratificazione”, siti nel nucleo
accumbens. Si attivano quando compiamo qualsiasi azione piacevole e
gratificante (quando assumiamo droghe, siano sigarette o cioccolata, e
anche quando mangiamo) e rilasciano dopamina: più si “accendono”, più il
circuito cerebrale è attivo e più saremo spinti in futuro a ripetere la
stessa azione gratificante.
Infine, gli scienziati hanno addirittura risolto una
domanda di difficile risoluzione: come si può distinguere un orgasmo
femminile simulato da uno autentico? È difficile che un uomo se ne
accorga nell'impeto della passione, ma l'occhio attento della risonanza
magnetica non può sbagliare. Se la donna finge, si attiva la regione
della corteccia legata al movimento volontario. Durante un vero orgasmo
i movimenti del bacino e delle gambe sono involontari e quindi l'area
resta silente, mentre se si sta recitando l'area si illumina come una
stella.
Consigli per la lettura
Lesley Rogers, Sesso e cervello. La differenza tra
l'uomo e la donna, Economici Einaudi, 2000
Brizandine Louann, Il cervello delle donne, Rizzoli, 2007