Osservate
un ragazzino autistico: in apparenza nulla vi apparirà strano. Ma
guardate con attenzione e vi accorgerete subito che qualcosa non va. Il
bambino sfuggirà il vostro sguardo e muoverà di continuo la testa avanti
e indietro. Sarà ancora più difficile parlare con lui, perché
probabilmente ripeterà quello che gli viene detto, riferendosi a sé
stesso come fanno gli altri, in terza persona.
L'autismo è un disturbo cronico dello sviluppo: chi
ne soffre è incapace di sviluppare relazioni sociali normali, presenta
notevoli deficit nelle abilità comunicative e di immaginazione e ripete
in continuo movimenti stereotipati, alla stregua di un disco inceppato
senza la forza di continuare a suonare. Fu scoperto nel 1940 da due
scienziati, Leo Kanner e Hans Asperger, che, studiando indipendentemente
lo stesso disturbo a migliaia di chilometri di distanza, stilarono la
stessa diagnosi alla quale diedero lo stesso nome: dal greco autòs,
“sé”, da cui autismo, condizione di ripiegamento del sé. Un nome
centrato ma che è stato recentemente sostituito dalla definizione
“disordini dello spettro autistico”, per evidenziare che la malattia
presenta diverse forme di gravità ma con alcuni sintomi comuni (la
mancanza di contatto visivo, per esempio).
Qual è la causa? I ricercatori, dopo anni di studi,
affermano che le cause sono numerose. Alcune forme sembrano essere
ereditarie o comportano almeno una predisposizione genetica: il 2-3 per
cento dei fratelli di persone autistiche sviluppa lo stesso disturbo e
ha una probabilità maggiore di presentarlo rispetto al resto della
popolazione (normalmente le statistiche stimano circa 4 bambini colpiti
ogni 10 mila nati). Addirittura, nei gemelli omozigoti la percentuale
arriva al 96 per cento. Al suo sviluppo concorrono anche la
fenilchetonuria (se non è prontamente diagnosticata causa danni
cerebrali) e la presenza di lesioni neuronali spesso causate da un parto
traumatico. Altri ricercatori hanno anche dimostrato che i pazienti
autistici presentano caratteristiche anomalie del cervelletto, ma forse
le alterazioni di questo organo sono solo effetti collaterali dei geni
difettosi. Infatti nei pazienti con alterazioni del cervelletto causata
da ictus non si ritrovano i sintomi autistici, ma tremori e movimenti
anormali degli occhi. Recenti studi compiuti con l'uso della risonanza
magnetica dal professor Antonio Hardan, psichiatra della Stanford
University, hanno rivelato in 17 bambini autistici un ispessimento
anomalo nella corteccia cerebrale, dalla genesi ignota: se
l'ispessimento corticale venisse constatato in altri studi, il suo
rilevamento potrebbe almeno essere usato come metodo di diagnosi.
Anche gli psicologi hanno tentato di individuarne le
cause, ipotizzando che siano presenti anomalie cerebrali tali da
compromettere la capacità di socializzazione, di comunicazione e di
immaginazione. Nessuna ipotesi però entra nel merito dell'anatomia
cerebrale. La teoria più brillante, proposta da Uta Frith e Simon
Baron-Coen nel 1991, sostiene che il soggetto autistico non è in grado
di costruire una “teoria delle altre menti”: sarebbe cioè incapace di
prevedere e spiegare il comportamento degli altri esseri umani perché
“incapace di mettersi nei panni degli altri”.
Negli ultimi anni, grazie alla scoperta dei neuroni
specchio, si è aperta una nuova strada di ricerca. Sono particolari
neuroni che si attivano sia quando si compie un'azione sia quando la si
osserva mentre è compiuta da altri (in particolare tra animali della
stessa specie). I neuroni dell'osservatore "rispecchiano" quindi il
comportamento dell'osservato, come se stesse compiendo l'azione egli
stesso. Individuati da Giacomo Rizzolatti nei primati e poi ritrovati
anche nell'uomo, sono localizzati nell'area di Broca e nella corteccia
parietale inferiore del cervello.
Agli inizi degli Anni Novanta Vilayanur S.
Ramachandran, ricercatore all'Università della California a San Diego,
accolse entusiasta la loro scoperta: poiché pare che siano implicati
nello sviluppo delle interazioni sociali, intuì che un’alterazione dei
neuroni specchio potesse generare sintomi come isolamento e assenza di
empatia, tipici dell'autismo. Dieci anni dopo dimostrò che un'effettiva
alterazione c'è, studiando fin nei minimi particolari l'EEG di un
bambino autistico e comparandolo con quello di soggetti sani. I bambini
autistici presentano nel tracciato, mentre osservano qualcuno compiere
un movimento, una particolare onda cerebrale, l'onda mu: questa è
presente nei soggetti di controllo solo durante il riposo muscolare
perché scompare durante l'esecuzione di un movimento muscolare o durante
la sua osservazione. In altre parole, il cervello del bambino autistico
comanda alla perfezione i movimenti ma non è capace di riproporli
mentalmente, e forse alla base c'è proprio un anomalia nel sistema dei
neuroni specchio.
L'onda mu potrebbe diventare la candidata per
un diagnosi precoce dell'autismo? Forse, ma le presunte anomalie dei
neuroni specchio non sono sufficienti per giustificare la patologia,
estremamente complessa e variabile. Ramachandran si spinge oltre e
ipotizza alterazioni nelle connessioni tra la corteccia e l'amigdala o
tra il sistema limbico e i lobi frontali. In essi hanno sede i centri di
controllo delle emozioni: un piccolo “corto circuito” basterebbe a
scatenare la tempesta di emozioni incontrollabili che rende il bambino
autistico ipersensibile e incapace anche solo di incrociare lo sguardo
altrui.
“Le capacità dei neuroni specchio potrebbero essere
solo assopite e non perdute per sempre” spiega Ramachandran. Forse in
futuro potremmo riportarle alla luce, riuscendo a riparare i loro
specchi interiori.
Consigli per la lettura
Oliver
Sacks, Un antropologo su Marte, Adelphi 1998
Manuel
Maria Cocito, Io Vi capisco, e voi? Manuel Maria Cocito è un ragazzo autistico di 31 anni non verbale,
musicista nell'orchestra Esagramma di Milano. Il libro è scritto di suo
pugno e tratta dei suoi lavori scolastici e delle osservazioni di chi
gli sta vicino. Per informazioni: Lorenzo Cocito (padre di Manuel) Viale
dei Tigli, 9 - 20095 CUSANO MILANINO (MI)
Tel. 02.66.400.966 - FAX 02.66.400.402 - mail:
lorenzcto@libero.it